L’uomo che uccise sua madre (parte 2)

Francesco Rende attualità grafologica 3 Comments

(Qui la prima parte dell’articolo)


Ogni grafia che esula in modo significativo dalla normalità è una grafia che appartiene, evidentemente, a una personalità che esula parimenti dalla normalità.

G abnormi

G abnormi

Partiamo dai dettagli, da quelle asole delle g abnormi, che vanno a incrociare le lettere delle righe successive. Per la grafologia morettiana si tratta del segno Ampollosa, che si verifica quando lettere o parti di esse presentano «amplificazioni – orizzontali o verticali – in forma gonfiata come di ampolla» (fonte). È indice di «idee di grandezza per megalomania» e di «smania di apparire e mostrarsi al di sopra del proprio reale valore». Ma non solo. Se si verifica nelle aste inferiori è indice, niente meno, che di erotomania: «con Ampollosa nelle aste inferiori l’erotismo rischia l’ossessione».

Non a caso è un segno che si ritrova anche nella scrittura di Ted Bundy (il serial killer reo confesso dell’omicidio di ventotto donne) e non a caso, ma ne riparleremo, ce l’ha anche Alfred Kinsey (il sessuologo voyeur, autore tra l’altro di Il comportamento sessuale dell’uomo e il Il comportamento sessuale della donna).

Ted Bundy

Il serial killer Ted Bundy

Neanche Bundy, come Zubine, se la passava benissimo a livello di sanità mentale. Crebbe pensando che la madre fosse sua sorella «una finzione creata dalla sua famiglia in modo che lei (la madre) potesse evitare la vergogna di aver avuto un figlio pur non essendo sposata». Una vergogna peraltro, niente affatto paragonabile a quella di avere un figlio serial killer.

Un altro che nel settore normalità/patologia si trovava decisamente dall’altra parte della barricata è l’autore della lettera From Hell, il più accreditato tra i presunti Jack lo Squartatore, un uomo che anche qualora non fosse stato The Ripper avrebbe certamente potuto esserlo.

G di Jack

La g del presunto Jack lo Squartatore

Anche lui, fateci caso, ha le asole delle g di proporzioni abnormi, con in aggiunta qualche segno di sadismo che certamente non giova al quadro d’insieme.

Ma la g non ha niente di particolare, è solo una lettera che penetra nella zona inferiore, la sfera dell’inconscio e della sessualità. L’“inflazione” nelle aste inferiori non è tanto indice di potenza sessuale – come erroneamente si potrebbe pensare – ma di un interesse smodato in quest’ambito, spesso frutto di compensazione. Chi sa fa e chi non fa immagina.

C’è un altro segno nella scrittura di Zubine che attrae la mia attenzione ed è il Confusa. Le aste inferiori non solo sono smodate ma vanno a intrecciarsi con le aste superiori del rigo successivo. C’è il «debordamento dell’immaginazione e degli istinti primari», che invadono la coscienza, con l’Es che diventa Io, e la vita mentale che diventa un sogno (vi lascio immaginare di che tipo) ad occhi aperti.

I tratti del risentimento

I tratti del risentimento

E cosa sono quei lunghi gesti preparatori? (si vedano le s e le p). Per la grafologia estera si tratta di “resentment strokes”, i tratti del risentimento e neanche Ted Bundy se li poteva far mancare. Per Sheila Lowe “sono un segno di una persona polemica e litigiosa che vede se stesso come vittima di sfruttamento. Più sono lunghi è rigidi (è il caso di Zubine) maggiore è il senso di risentimento che prova lo scrivente. Quando il tratto inizia dalla zona inferiore come nella scrittura di Bundy (e di Zubine) la rabbia e la frustrazione hanno avuto origine nella prima infanzia». D’altronde le ha fracassato il cranio con un ferro da stiro. È pretestuoso pensare che ce l’avesse con mammina?

I resentment strokes indicano «rabbia e risentimento per eventi passati». Sappiamo cosa aveva fatto la signora Bundy al figliolo ma che dire della signora Zubine? Forse lui non le aveva mai perdonato di aver abbandonato il complessino di cui faceva parte anche il fratello Paolo? O più probabilmente c’era qualcosa tra i due che risaliva a fasi più precoci del loro rapporto?

Sheila Lowe ritorna sui tratti del risentimento anche in The Complete Idiot’s Guide to Handwriting, in cui li colloca tra i Danger Signs, i campanelli di allarme, e li chiama “arpioni”: «mostrano un’aggressività occulta che viene agita in modo compulsivo».

Iniziamo forse a capirci qualcosa. Zubine non è un pazzo furioso, tutt’altro. La sua scrittura è fin troppo controllata (Accurata studio). Non è un impulsivo, ma pensa attentamente alle conseguenze delle proprie azioni (Largo tra parole + Accurata). Se c’è un problema in questa scrittura è proprio questo: l’eccesso di controllo. Zubine non compie neanche un singolo gesto senza prima pensare all’effetto che questo può avere sugli altri.

Vezzosa civetteria

Vezzosa civetteria

Perché è vanitoso. Molto vanitoso (Vezzosa Civetteria). Tiene moltissimo al giudizio dell’ambiente (Accurata studio) ma è falso, falsissimo (Accurata studio, Ricci dell’ammanieramento). Tutto il suo comportamento è una maschera, che non lascia trapelare nulla dei suoi reali sentimenti e intenzioni (Accurata studio, Uguale, Parallela). Emotivo? Nossignore. È freddo come il ghiaccio (Uguale, Parallela). Se una sensibilità ce l’hai mai avuta forse l’ha lasciata sulle navi da crociera, dove suonava il piano.

Boris dice che vuole partecipare ai funerali della madre, ma quello che gli preme non sono le esequie ma il risalto che le sue dichiarazioni avranno sui media.

E cosa fa una persona così controllata quando si arrabbia, quando la sua aggressività da occulta diventa manifesta? Perde completamente il lume della ragione. Schiaffeggia il fratello, fracassa il cranio della madre con un ferro da stiro. E poi dice ai carabinieri che è andata in Inghilterra a trovare Paolo, o magari che la donna fatta a pezzi non è sua madre.

Paolo dice che Boris era intelligente, anzi «molto intelligente. Molto colto. Maestro di scacchi e pianista formidabile. Aveva un orecchio incredibile: sentiva una canzone e la riproduceva subito».

Io credo che Paolo si ingannasse. È vero, Zubine ha una memoria fotografica (Accurata studio, Uguale) ma l’intelligenza è ben altra cosa. Non dubito che abbia un orecchio incredibile, o che sia in grado di riprodurre una canzone subito dopo averla sentita, ma questo accade perché i suoi processi mentali sono del tutto privi di interferenze emotive. Zubine è come un calcolatore, con la differenza che non lavora sullo sfondo ma vuole stare al centro dell’attenzione.

E Zubine, ci dice il fratello, dal controllo era ossessionato. «Non beveva, non fumava, niente droghe. È sempre stato strano, però… Si rasava i capelli e si metteva la parrucca. Diceva che aveva paura di perderli. Ed era ossessionato dall’igiene. Dopo la doccia, si lavava di nuovo con l’alcol».

Grafologicamente il quadro è chiaro. Zubine ha una paura fobica di ciò che sporco, oscuro imprevedibile (Chiara, Accurata studio, Staccata, Uguale) ma anche del suo inconscio, che teme (e ne ha ben donde).

Spavalderia nella firma

Spavalderia nella firma

Non si fa mancare neanche una spavalderia nel finale. Notate le B e le Z nella firma, così esagerate rispetto al resto dello scritto. Quella è l’immagine che Zubine vuole dare, quello è il modo in cui si vede. Prova a fare il modesto nella lettera ma alla fine si tradisce e si firma come se fosse Zorro.

Notate il margine di sinistra, precisissimo, e l’orientamento sul rigo, esatto al millimetro, come se avesse usato un righello (la carta non è rigata). Una persona emotiva può scrivere in questo modo? Solo un processore può farlo, ma un processore con il vizietto della vanità.

Zubine ama sedurre, è civettuolo, è captativo (Vezzosa Civetteria, Ricci della vezzosità). È effeminato? Probabile. A proposito di Vezzosa Civetteria Moretti scrive: «La civetteria significa adescare per mezzo di una falsa ripulsa. Tale civetteria sta principalmente nel sesso femminile e nel maschio effeminato. … Vezzosa civetteria è il segno della bugiarderia femminile».

Ma è gay? Volete sapere troppo, ne riparleremo. Il prossimo articolo verterà sui (presunti) segni dell’omosessualità nella scrittura.

Per ora possiamo riassumere così. Boris Zubine, essenzialmente, era una bugiarda.

Sano di mente? Non proprio. Capace di intendere e di volere? Senz’altro. Se era consapevole di ogni suo singolo gesto (Accurata studio, Chiara, Staccata) non poteva non essere consapevole del fatto che stava fracassando il cranio della madre con un ferro da stiro. La sua volontà è tutt’altro che debole e influenzabile (Mantiene il rigo, Aste rette, Dritta), ha una volontà d’acciaio. Ma reclama attenzione. Quell’attenzione che forse la madre non gli ha mai dato.

E quale modo migliore per attirare la sua attenzione? Ora Boris non dovrà più condividere Maria con Paolo. Ora, finalmente, l’ha fatta sua.

(Nota: i segni Accurata studio, Staccata, Chiara, Ampollosa, Mantiene il retto, Aste rette, Dritta e altri sono spiegati per esteso e con dovizia di esempi su Francesco Rende, 101 modi per interpretare la tua scrittura e quella degli altri).

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