La grafologia e le professioni dell’editoria

Francesco Rende grafologia dell'orientamento

La grafologia come strumento per la selezione del personale è molto utilizzata in Francia (pare che addirittura il 95% delle aziende ne faccia uso) e molto poco utilizzata in Italia.

Eppure, pur con tutte le precauzioni del caso, è uno strumento estremamente utile, potente e versatile.

In questo articolo parleremo dell’applicazione della grafologia alle cosiddette professioni dell’editoria, iniziando dalla più “umile” (almeno nell’immaginario collettivo) ma al tempo stesso la più fondamentale: il correttore di bozze.

Ma andiamo con ordine. Per applicare correttamente la grafologia nell’ambito dell’orientamento e della selezione si devono soddisfare alcuni requisiti.

Grisùa) In primo luogo si deve conoscere molto bene il lavoro in questione, ovvero la mansione che andrà a ricoprire il candidato. Se mi viene chiesto di selezionare su base grafologica i migliori aspiranti pompieri non sarà in grado di farlo fintanto che non conoscerò approfonditamente le mansioni di un pompiere e le attitudini richieste al pompiere ideale. Posso affidarmi al mio stereotipo (coraggioso, intraprendente, atletico, sprezzante del pericolo e dal cuore grande) oppure, più correttamente posso chiedere agli esperti del settore. A volte gli stereotipi non coincidono con le professioni reali e questo è tanto più vero quando abbiamo a che fare con professioni in cui gli stereotipi nemmeno esistono (che qualità deve avere un web content manager?).

b) Una volta fatta una lista dei tratti di personalità relativi al lavoro in questione si devono tradurre in grafologhese, ovvero nei segni grafologici corrispondenti, che andremo a cercare nelle scritture dei candidati. Immaginiamo, per amore di ipotesi, che lo stereotipo di “buon pompiere” che ho prima delineato sia corretto (anche se ne dubito). Se così fosse il pompiere ideale dovrebbe avere il segno Ardita e/o Slanciata, magari Dinamica, un buon Intozzata I modo, un lieve Ascendente, Fluida, Largo tra lettere, etc.

Janet Leigh in PsychoMa più dei segni fautori sono importanti i segni contrari, ovvero i segni che un pompiere non dovrebbe assolutamente avere. Ci sono alcuni segni che sono contrari praticamente a qualsiasi mansione (alti gradi di Confusa, Aggrovigliata, Artritica, Ricci mitomania, etc.). Che si fa con queste persone? Si cerca di metterle in condizioni di non nuocere, ovvero in ruoli ed occupazioni in cui possano fare meno danni (quindi preferibilmente non in ruoli dirigenziali).

E poi ci sono i segni contrari alla specifica professione. Nel nostro esempio: Titubante, Tentennante, Stentata, Lenta, Calma, etc. Vi immaginate un pompiere che non sappia prendere decisioni in modo rapido ed efficiente? Chi scrive lentamente pensa lentamente e agisce lentamente. Su questo (almeno su questo) non ci piove.

Perché i segni contrari sono più importanti dei segni fautori? Perché per qualsiasi ruolo è meno importante essere il candidato ideale di quanto non lo sia non essere un candidato decisamente inadeguato. Non è detto che il nostro pompiere debba essere Rambo ma è decisamente il caso che non sia Paperoga.

E poi ci sono i segni contrari alla specifica professione. Nel nostro esempio: Titubante, Tentennante, Stentata, Lenta, Calma, etc. Vi immaginate un pompiere che non sappia prendere decisioni in modo rapido ed efficiente? Chi scrive lentamente pensa lentamente e agisce lentamente. Su questo (almeno su questo) non ci piove.

PaperogaPerché i segni contrari sono più importanti dei segni fautori? Perché per qualsiasi ruolo è meno importante essere il candidato ideale di quanto non lo sia non essere un candidato decisamente inadeguato. Non è detto che il nostro pompiere debba essere Rambo ma è decisamente il caso che non sia Paperoga.

Lo vedremo anche quando parleremo del mestiere di correttore di bozze. Il correttore di bozze ideale, ve lo anticipo ora, ha Calibro piccolo e una scrittura sufficientemente Accurata (vedremo poi di cosa si tratta). Ma anche se avesse Calibro medio e una scrittura abbastanza ordinata, non Sciatta, non Transadata e non Disordinata potrebbe svolgere un lavoro più che dignitoso (e forse, per questioni che vedremo meglio in seguito, persino migliore, anche se ciò può apparire paradossale). Quello che sappiamo per certo è che una persona con Calibro molto alto, e al contempo una scrittura molto Disordinata e Sciatta, non potrà, in nessun caso, essere un buon correttore di bozze. Sono pronto a mettervelo per iscritto. È già tanto che non si perda le bozze tornando a casa.

Francesco RendeLa grafologia e le professioni dell’editoria